PRENOTA PRANZO ZAFFART 2017

Michele Pusceddu

DOM 12 NOV 2017
Ore 16:30 – Museo Archeologico Su Mulinu
Presentazione del Progetto Crescere Collettivo a cura di Monica Serra curato da Michele Pusceddu (video) e Claudio PRC (suoni)

Michele Pusceddu, classe ’87, è un visual artist, visual designer e performer Cagliaritano. La sua vena sperimentale lo ha portato ad esplorare vari settori dell’arte visuale e allo studio di diverse forme di interazione con altre tante forme di linguaggi artistici.

Particolarmente affascinato dal mondo dell’interattività, sviluppa le sue performances attraverso l’utilizzo di software e linguaggi di programmazione, manipolando in real-time delle vere e proprie animazioni grafiche 3D da lui create.

Le sue prime performance pubbliche risalgono al 2011, all’interno del contesto musicale del conservatorio di Cagliari, nel quale ha conseguito la laurea in musiche e nuove tecnologie. A partire dalla musica orchestrale e strumentale, sino a quella elettronica, passando per la musica da Club, ha interpretato attraverso il video la musica di svariati artisti locali e internazionali spaziando spesso e volentieri anche nell’ambito teatrale.

Fortemente attratto dalla tecnica del video mapping, inizia a studiare questo nuovo linguaggio che prevede l’utilizzo di videoproiezioni su superfici tridimensionali. Nel 2016 partecipa al Glowfestival, festival internazionale di videomapping a Ostuni, classificandosi al terzo posto con il progetto di videomapping architetturale “memory of stones”. Nello stesso anno in occasione del festival of light award of Berlin, il suo lavoro “natural process” viene selezionato e proiettato sulla torre della televisione di Berlino (Fernsehturm), e viene premiato con il secondo posto. Sempre nel 2016 consegue il secondo posto al festival di videomapping di Pescara. Nel 2017 entra a far parte del team Antaless visual design, con il quale esordisce con un progetto di videomapping presentato all’ART VISION contest. Il lavoro, dal titolo “the theory of shadow”, è stato proiettato sulla facciata del teatro Bolshoi di Mosca guadagnandosi il secondo posto.